Lo sforzo di individuare la traccia è la brama dell’occhio ospite, saperla riconoscere la sua conquista.
Nelle opere di Jessica Ferro, nella prima fase di osservazione, il soggetto appare irriconoscibile; con concentrazione e tempo diventa ambiguo; per poi culminare nell’armonia della comprensione personale. Un passaggio fondamentale per giungere alla penetrazione ottico-visiva è la variazione di prospettiva: immaginarsi di interporre una lente di ingrandimento tra l’occhio e l’opera per ricercare un dettaglio, non l’insieme. L’opera racchiude un residuo parziale, il ricercatore accorto lo identifica, lo analizza al microscopio e ne scopre una vitalità potente, graffiante, sofferente.
Giorgia Bergantin

















