Installazioni
Interventi artistici site specific
L’installazione Recidere trascina in un paradosso gravitazionale: la leggerezza dei candidi tessuti è contrapposta alla traccia possente incisa e la piccolezza umana stanzia al cospetto di monumentali bozzoli di cicala e fogliame cristallizzati.
Giorgia Bergantin
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Una potente installazione attira lo sguardo: lunghe stoffe cadenti occupano la navata centrale della galleria interrompendo l’altrimenti scontato percorso del visitatore, al quale è chiesto implicitamente il gesto dell’immersione. |
L’universo immaginifico ritratto da Jessica Ferro trae ispirazione dall’entomologia e dalla botanica: frammenti organici e fossili, dettagli macroscopici di insetti e di vegetali vengono riprodotti sulla carta con segni e tracce che alludono a ciò che sono, senza manifestarlo apertamente. |
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Tracce, impronte, sospensione e trapasso: elementi che si collocano tra ciò che è definito vivo e ciò che non lo è. Diversi ma uguali, appartenenti allo stesso lembo, scivolano attraverso un tempo di conservazione, diventando ambigui rispetto al loro carattere figurativo e alla gerarchia degli elementi che li compongono. |
E’ come ritrovarsi all’interno di uno sciame di bombyx mori giganti, in un mondo visionario viscerale sospeso nello spazio e nel tempo. Opera vincitrice del Premio V_AIR 2017
Collezione contemporanea del Museo Must di Vimercate https://www.museomust.it/collezioni/scheda/?cod_collezione=oac&id_scheda=7 |
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Jessica Ferro esplora i mondi della pittura e dell’incisione sperimentale con un’installazione che coinvolge lo spettatore invitandolo a percorrere molteplici trame, spalancando porte di un luogo intimo in cui vengono evocate visioni e apparizioni suggestive. |
Dalla potatura delle piante - un gesto che potrebbe sembrare violento e legato all’idea di caducità e di morte, mentre in realtà è premessa e possibilità di crescita - l’artista prende spunto per una riflessione lucida e serena sul vivere che ruota attorno al concetto di resilienza e che vede nella rinuncia ad una parte di sé una possibilità di rinascita. |
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Le matrici di Jessica Ferro si godono il loro momento di tregua, ricongiunte in un habitat illusorio in cui si spartiscono lo spazio, saturandolo. Giovani e mature, alcune fresche di colore e altre più asciutte, tutte madri di molti figli. Sono state segnate, incise, pressate, per originare una nuova prole di opere d’arte. |
"Elementi naturali come fiori e foglie non sono più destinati all’invecchiamento e al disfacimento poiché l’artista raccogliendoli e classificandoli minuziosamente li cristallizza, offrendo allo spettatore una riflessione sulla caducità della vita. |
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Apis Mundi, un insieme di celle esagonali realizzate in materiali naturali (sassi bianchi e mais) dentro una grande sala interna al Palazzo, un teatro illusorio che ha invaso con la sua “naturalità” l’ambiente. |
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